Sezioni

Il tempo e lo spazio: "Per educare un uomo ci vuole un villaggio"


La classe

Il tempo e lo spazio della scuola sono il contesto quotidiano nel quale l’educatrice e i bambini vivono la loro esperienza. A scuola il bambino sperimenta il “tempo” nello scorrere della giornata: un “tempo” dato dalla successione di momenti, ognuno dei quali collegato all’altro; ogni giornata tende a ripetere con metodicità gli stessi momenti così da creare punti stabili di riferimento. In questa dimensione, tutto acquista significato e ciascun bambino sperimenta la sicurezza di sapere dov’è, con chi è e cosa può fare. La routine quotidiana diventa così per il bambino l’incontro con un tempo conosciuto e sicuro, un tempo atteso e previsto che, garantendo una sicurezza, stimola all’esplorazione e alla scoperta. L’accoglienza, la cura di sé, il pranzo, il gioco, le diverse proposte dell’adulto sono momenti educativi; il gruppo degli educatori, infatti, è impegnato a valorizzare ogni circostanza e istante della giornata.


L'accoglienza

L’accoglienza del bambino al suo arrivo a scuola avviene in salone perché percepisca che qualcuno lo attende e lo introduce nell’incontro con i compagni e con l’ambiente. Con l’arrivo di tutti i docenti e di tutti i bambini, ci si avvia ai propri borghi accompagnati dalla maestra. Ci si saluta, e poi, con l’appello ci si “convoca” al progetto della giornata dopo aver dialogato un po’ raccontandosi e condividendo ciò che si ritiene di dover portare nella vita del gruppo. È il momento in cui i bambini sono aiutati a riconoscersi parte di una compagnia.

Cura di sé

La cura di sé riguarda tutti quei gesti di vita quotidiana: andare in bagno, lavarsi le mani, il riordino della classe, l’attenzione alla propria persona. L’adulto accompagna il bambino in questi gesti, lo aiuta, lo rassicura, non si sostituisce a lui, non ha fretta perché consapevole che questi momenti sono la possibilità di una scoperta, di una conoscenza più consapevole di sé. La cura di sé non è un gesto estraneo alle attività e va rispettato perché si possa sperimentarlo con piacere e senza ansie.

La proposta delle educatrici

È il momento in cui l’adulto condivide una proposta didattica o ludica che si sviluppa nel tempo: a volte è l’incontro con un personaggio che coinvolge i bambini in un’avventura, altre volte è il racconto di una fiaba che lo coinvolge in un percorso, non ultimo la sollecitazione che può venire da un bambino a partire dal quale l’educatrice rielabora una proposta per tutti. Questa modalità nasce dalla consapevolezza che dentro un’esperienza globale avviene per il bambino un reale passo di crescita e di conoscenza. Vivere un’esperienza insieme al bambino è un modo di pensare la programmazione in cui l’adulto accompagna il bambino nella scoperta della realtà suscitando un interesse, generando una curiosità, facendo emergere delle domande. In questa dinamica, le proposte favoriscono lo strutturarsi per il bambino di un percorso individuale dove l’adulto non si sostituisce ma può porre le condizioni perché tale percorso si possa realizzare e diventi per il bambino una possibilità di conoscere e far proprie le cose.

Lo spazio – il villaggio

La sezione (il borgo), punto di riferimento primario del bambino, è tendenzialmente strutturata in angoli organizzati con una precisa valenza affettiva ed educativa.

Il gioco

Il gioco è la modalità principale che il bambino vive nel suo imbattersi con la realtà. È caratterizzato dal fatto che lui stesso prende l’iniziativa in prima persona ed è vissuto in modo costruttivo e adeguato nel momento in cui avverte che l’adulto ha stima di quello che lui sta facendo. L’adulto pensa allo spazio e offre un tempo; nel gioco c’è un bambino che sperimenta e un adulto che partecipa osservando, intervenendo, permettendo che qualcosa accada, sostenendo le relazioni, introducendo elementi nuovi e lasciandosi anche sollecitare con disponibilità ad eventuali coinvolgimenti.

L’angolo della casa e dei giochi di ruolo

Qui il bambino “giocando” alla mamma e al papà, al negoziante o al meccanico, alla maestra e all’allievo etc. sperimenta il gioco simbolico e proiettivo. Il bambino esprime, interpreta ruoli precisi attraverso il linguaggio verbale e corporeo, comunica sentimenti ed emozioni in relazione all’esperienza familiare. Nel gioco del “far finta” i bambini imparano ad organizzarsi e a interagire tra di loro, definendo i ruoli di ciascuno e avendo cura del materiale a disposizione.

Lo spazio delle costruzioni

In questo spazio il bambino ha a sua disposizione materiale diverso: costruzioni lego, mattoncini di legno, legnetti, macchinine, piste, animali, personaggi etc. il bambino progetta quello che vuole fare, pensa, riflette, risolve intoppi tecnici; c’è un continuo porsi dei problemi e della loro soluzione. Tutto questo è apprendimento a pieno titolo e pone le basi per ogni apprendimento futuro. Il gioco delle costruzioni favorisce l’operare in gruppo per obiettivi comuni.

Spazio grafico pittorico e della manipolazione

I bambini sono educati all’uso adeguato dei materiali messi a loro disposizione (pennarelli, pastelli a cera e di legno, colla, forbici, tempere, pennelli, carta e materiali vari). In questo spazio il bambino ha la possibilità di esprimersi attraverso il materiale scelto. I bambini hanno anche l’occasione di rapportarsi con materiali che hanno la caratteristica di essere toccati, trasformati, plasmati o travasati (didò, pongo, creta, farina, materiale naturale). L’incontro con l’esperienza della attività artistica e manipolativa, attraverso un più pertinente uso del linguaggio grafico, permette di arricchire la consapevolezza e l’abilità dei bambini nell’uso di un registro comunicativo che è loro particolarmente familiare. Il docente sviluppa un percorso sintonico con il lavoro programmato per l’arco della settimana. L’uso di materiali, colori, tecniche varie, permette al bambino di cimentarsi per una progressiva maggiore abilità in esperienze comunicative che gli appartengono in modo naturale.

Spazio del gioco strutturato

Il materiale messo a disposizione è vario e graduato secondo l’età. L’uso dei giochi strutturati (tombole, puzzle, sequenze logiche, giochi con regole, blocchi logici etc.) permette al bambino di fissare, sistematizzare le esperienze, i vissuti e i processi logici avviati nel rapporto con il reale.

Il pranzo

Il mangiare assume per il bambino un grande valore simbolico e affettivo. L’adulto è insieme ai bambini e questo crea un momento di intimità particolare; è qui che alcuni raccontano di sé, della proprie cose, facendo crescere i legami. Alcuni degli appuntamenti a pranzo sono curati dalla docente di inglese che partecipa interloquendo con i bambini in lingua, favorendo così la familiarità di nuovi registri e codici linguistici anche in momenti più destrutturati e informali.


Spazio della lettura

Un angolo della sezione e dello spazio comune è predisposto perché i bambini possano prendere dei libri e guardarli liberamente, da soli o con amici; ma lo spazio è anche pensato per il racconto che l’educatrice propone o legge a tutti. L’esperienza del “raccontare” spalanca lo sguardo del bambino che ”entra” in ciò che gli viene mostrato nelle storie di volta in volta condivise. 

 

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