Azione educativa

Imparare a imparare

Ogni bambino ha una meravigliosa disponibilità a conoscere e la scuola opera valorizzando la preziosità di ciascun allievo nella definizione della sua identità. I maestri partecipano alla loro esperienza di apprendimento del reale e pongono la massima attenzione al rapporto tra crescita e studio, consapevoli che senza soddisfazione o gioia non vi sia conoscenza vera.

Il bambino

Il bambino di questa età è naturalmente aperto a tutto ciò che lo circonda, vuole conoscere e capire; compito che la nostra scuola assume è quello di dipanare, in modo organico e sistematico, i nessi e i significati di ciò che si incontra e conosce, favorendo la crescita globale della persona, attraverso gli strumenti essenziali alla conoscenza. La scuola opera nel rispetto dell’unità della persona e nella valorizzazione di ciò che è ciascun bambino e di ciò che sa fare. Questa attenzione determina scelte didattiche ed educative che prediligono ciò che è concreto, percettivo, sensibile come condizione dello sviluppo dell’intelligenza e della affettività.


Il maestro

La crescita del bambino, nel cammino scolastico, è resa possibile dalla figura dei maestri. Il maestro è in azione “per” e “con” il bambino: partecipando alla sua esperienza di conoscenza del reale, pone un’ipotesi di aiuto e di risposta alle sue domande e in questo fonda la propria autorevolezza. La sua funzione si esplicita poi in una capacità di rapporto, in una competenza professionale, in una corresponsabilità. Ogni insegnante opera in un comune orizzonte culturale ed educativo.


L’approccio conoscitivo

La proposta educativo-didattica consiste nell’approccio conoscitivo globale, totale e im-mediato che sta alla base di ogni esperienza e che sviluppa nel bambino la coscienza della sua realtà personale e del mondo circostante. Conoscere è fondamentale per lo sviluppo della persona: nell’apprendimento il bambino si accorge di agire e di pensare e, quindi, prende coscienza di sé e di ciò che lo circonda. Da questo scaturisce un percorso che si sviluppa sempre in relazione alle potenzialità e alle esigenze tipiche dell’età degli alunni; si avvale del necessario contributo degli aspetti concreti e corporei; introduce, secondo tempi e modi adeguati, a una progressiva sistematizzazione e astrazione dei contenuti incontrati; chiama il bambino ad una sempre maggiore capacità di adesione personale alle proposte degli adulti e alle sollecitazioni provenienti dalle circostanze in cui egli si trova a vivere.


La forma

Il contesto disciplinato, fatto di regole precise ed essenziali in cui il bambino vive, comunica per osmosi una visione della realtà. L’ordine della persona, del luogo, del proprio materiale scolastico, sono alcuni degli aspetti formali ai quali si pone attenzione. La cura del particolare è tesa a fare emergere sempre una ragione, un significato, sia nei rapporti con le persone sia nello svolgimento dei propri compiti.

primaria lavagna

primaria biblioteca lavoro

Nella scuola, l’educazione della persona si attua principalmente nella proposta didattica, che si orienta in modo particolare verso quelle aree disciplinari che si caratterizzano per la loro funzione formativa, come l’area linguistica e l’area matematica. Le attività complementari integrano e specificano la proposta educativa. Costante è l’attenzione che l’insegnante pone al rapporto tra la crescita del bambino e l’apprendimento scolastico, perché senza soddisfazione, senza gioia, il bambino non impara.  


La classe

La classe costituisce un contesto di rapporti stabili che favorisce l’identità personale; stabilire relazioni positive, il confronto nelle differenze, la solidarietà vissuta, costituiscono un apporto fondamentale alla formazione umana e sociale del bambino. 


Il percorso

Pur considerando l’anno scolastico come l’unità temporale per l’acquisizione delle abilità e dei contenuti specifici, il percorso della Scuola Primaria si caratterizza per un’impostazione che colloca gli obiettivi in tre momenti: alla fine della seconda classe, alla fine della quarta classe e al termine della classe quinta. Le programmazioni dell’Istituto, dettagliate per curricula disciplinari, esprimono una continuità temporale che tiene conto della scansione annuale: gli obiettivi di apprendimento di una classe – espressi in contenuti, visibili come abilità e competenze – costituiscono i prerequisiti della classe successiva. Tale approccio permette di mantenere alti i livelli di controllo sulle abilità acquisite dal bambino ed è al contempo uno strumento di lavoro unitario per il corpo insegnante. 

La divisione dell’iter in I - II, III - IV e V, invece, pone le basi per definire macro obiettivi formativi.

Il primo biennio è formativo per quanto riguarda il processo che conduce all’autonomia personale. L’uso corretto dei tempi scolastici, dei diversi strumenti utili alla didattica, la capacità di interagire con i compagni e con gli adulti, lo sviluppo della consapevolezza di far parte di un gruppo di lavoro che ha precise regole e che comporta doveri e diritti, il sentimento di responsabilità di fronte ai propri compagni e all’adulto, sono le linee di maturazione che il bambino sviluppa. Sul piano degli apprendimenti e delle abilità, l’allievo al termine deve aver acquisito e stabilizzato tutti gli strumenti di base di lettura e scrittura sia nell’ambito della lingua italiana che in quello dell’aritmetica, avendone compreso il valore comunicativo per una corretta espressione dei diversi contenuti conosciuti.

Nel secondo biennio l’allievo accede alla conoscenza con un approccio sistematizzato per discipline, che comporta linguaggi specifici propri degli ambiti disciplinari, contenuti che si articolano progressivamente e i criteri metodologici per organizzare e consolidare le conoscenze. La didattica della classe terza, quindi, si focalizza sullo sviluppo degli strumenti di base riguardanti il metodo di studio: dagli otto anni, si evidenzia nel bambino una capacità più significativa di astrazione e la disponibilità a tematizzare domande fondamentali e di significato; a questo il bambino fa fronte riorganizzando i dati esperienziali raccolti nel tempo e rielaborandoli in conoscenze formalizzate, grazie agli strumenti conoscitivi e comunicativo – linguistici forniti dalle discipline che ha cominciato a studiare; tutto ciò avviene all’interno di un percorso dialogico condiviso con i docenti e i compagni. Nella classe quarta, il consolidamento del metodo e la ricchezza dei contenuti proposti consentono lo sviluppo della capacità di stabilire relazioni concettuali all’interno delle singole discipline e i primi collegamenti interdisciplinari che ridefiniscono l’unitarietà del sapere. 

Con la classe quinta si consolida il lavoro metodologico per conseguire l’obiettivo ultimo del percorso formativo: imparare ad imparare. Il bambino si approssima quindi ad acquisire gli strumenti per decodificare, comprendere e conoscere la realtà in modo critico, per costruire conoscenze mediante un’attiva partecipazione, e per saperle riferire, perfezionando la concettualizzazione e affinando progressivamente il linguaggio che diventa più rigoroso e adeguato a quanto si affronta.  


I percorsi individualizzati e personalizzati

La Scuola Primaria predispone le verifiche necessarie per accogliere e inserire bambini in situazione di svantaggio. Attività e strumenti di supporto sia cognitivo sia relazionale sono programmati e messi in atto dalla maestra di classe all’interno dello svolgimento del curriculo. In accordo con le famiglie, metodo, contenuto dell’intervento e valutazione del percorso sono oggetto del lavoro collegiale di tutti gli insegnanti che operano nella classe, secondo le esigenze specifiche dei bambini. Ogni consiglio di classe collabora con i centri e gli operatori che, con diverse funzioni, eventualmente seguono gli allievi al di fuori della scuola.

Nell’accogliere i bambini in prima la Scuola Primaria tiene conto sia del percorso educativo che essi hanno fatto nella Scuola dell’Infanzia sia dello sviluppo della personalità di ciascuno. I bambini dell’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia hanno la possibilità di conoscere la Scuola Primaria, partecipando ad alcune attività, proposte dalle classi prime, con lo scopo di favorire un passaggio graduale al livello scolastico successivo.

Sono in via di definizione i curricula verticali per le diverse discipline, che permettono una programmazione senza soluzione di continuità tra i diversi gradi. Durante il quinto anno di scuola primaria aumentano le occasioni di incontro con i docenti della scuola secondaria di primo grado attraverso lo sviluppo più unità didattiche.

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